Tania, Francesco e la piccola Antonia: una casa per non sentirsi soli

Quella che stiamo per leggere è la storia di Tania e Francesco e della loro piccola Antonia affetta da una malattia rara.

Antonia insieme ai suoi genitori è stata ospite della “Grande Casa di Peter Pan“. Durante il loro soggiorno a Roma Tania e Francesco hanno ricevuto il sostegno gratuito di una psicologa grazie al progetto “Oltre l’accoglienza“, un servizio di sostegno psico-oncologico a cura dell’Associazione Peter Pan avviato grazie al contributo della campagna 206 di Trenta Ore per la Vita.

Mi chiamo Tania, ho 38 anni e sono sposata con Francesco. Il 16 novembre del 2005 a coronare il nostro sogno di una famiglia è arrivata la bellissima Antonia. Eravamo molto felici quando arrivò, dopo soli tre mesi di vita della nostra piccolina, la brutta notizia. Antonia era affetta da una malattia rara chiamata “anemia di Blackfan-Diamond”. I medici del Gaslini di Genova ci spiegarono che il midollo osseo di Antonia non produceva i globuli rossi e che la bambina avrebbe dovuto vivere effettuando ogni quindici/venti giorni una trasfusione di sangue, fin quando non sarebbe stato trovato un donatore di midollo compatibile al cento per cento per poter eseguire un trapianto. Inutile dire che da quel giorno la nostra vita ha preso una piega diversa. E per quanto riguarda il donatore: in dieci anni non si è mai trovato.

Poi finalmente nel 2014 una buona notizia riaccese in noi la speranza. Presso l’ospedale “Bambino Gesù” di Roma effettuavano un trapianto sperimentale grazie al quale era possibile rendere perfettamente compatibile il midollo di un genitore con quello del proprio figlio. Ci siamo così trasferiti a Roma per poter effettuare il trapianto e siamo stati ospitati presso una delle case di accoglienza dell’Associazione “Peter Pan Onlus”.

Non nego che i primi giorni sono stati faticosi, ritrovarsi a condividere tutto con persone a noi sconosciute non è stato semplice. Ci sentivamo persi, ma ad alleggerire i nostri animi c’era il lavoro dei volontari e il sostegno della psicologa. E’ grazie al loro aiuto e di tutti gli operatori della “grande Casa di Peter Pan” che siamo riusciti a superare momenti di sconforto e disperazione. Dopo poco tempo trascorso nella casa, non ci sentivamo più soli, ma parte di un’unica grande famiglia che si sosteneva a vicenda e che si arricchiva giorno dopo giorno. Oggi Antonia ha finalmente eseguito il trapianto di midollo osseo e adesso produce tanti globuli rossi!

Il servizio di sostegno psico-oncologico offerto gratuitamente alle famiglie ospiti nella casa dall’Associazione Peter Pan onlus è stato avviato grazie alla generosità dei nostri donatori.

Grazie al Progetto Home i piccoli pazienti e le loro famiglie si sentono come a casa, anche quando sono lontani dalla loro casa.

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