In Italia ogni ora 7 persone muoiono per arresto cardiaco.
26/07/2019 - Cardioprotezione

In Italia ogni anno si registrano 60.000 decessi per arresto cardiaco, ovvero 168 al giorno, circa 7 ogni ora.

Quando ci troviamo di fronte ad un caso di arresto cardiaco, la prima cosa da fare è comprendere la gravità della situazione e allertare i soccorsi del 112 al più presto possibile. Purtroppo, spesso accade che i soccorsi non arrivino sul posto entro i primi 10 minuti, limite entro il quale l’arresto cardiaco può causare la morte.

Intervenire con efficaci manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP), in attesa dell’arrivo dei soccorsi, potrebbe essere vitale per la persona colpita da arresto cardiaco. La percentuale di sopravvivenza è infatti strettamente legata alla tempestività dell’intervento di soccorso. Per questo, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, chi è testimone di un evento drammatico, deve poter intervenire. Grazie a queste manovre sarà possibile pompare meccanicamente il sangue nel corpo, proseguendo, seppur in modo ridotto, all’ossigenazione di organi e tessuti.

Si capisce chiaramente quanto un soccorritore senza mezzi, con la sola possibilità di intervenire mediante la respirazione artificiale e massaggio cardiaco, abbia scarse chance di ossigenare in modo ottimale organi e tessuti, quindi si rende necessario il pronto impiego di un defibrillatore.
Infatti, non tutti sanno che l’utilizzo, entro pochissimi minuti, di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), utilizzabile anche da personale non sanitario, opportunamente formato, potrebbe salvare la vita alla persona colpita da arresto cardiaco nel 70%-80% dei casi.
L’unico modo, quindi, per contrastare in maniera efficace l’arresto cardiaco è la presenza capillare sul territorio di defibrillatori: scuole, condomini, università, luoghi pubblici, società sportive, aziende, centri commerciali, mezzi di trasporto, etc.

defibrillatoreIl defibrillatore è un dispositivo che invia una scarica elettrica al cuore per ripristinarne il regolare ritmo. Questo dispositivo è a prova di errore, non è possibile erogare scariche a soggetti che non ne hanno necessità, poiché è il dispositivo stesso a comprenderlo.
La disponibilità dei defibrillatori ed il pronto impiego, associati ad attività informative e di sensibilizzazione in materia di primo soccorso, potrebbero salvare solo in Italia tra le 42.000 e le 48.000 vite ogni anno.

Trenta Ore per la Vita, che ha già promosso in passato una importante campagna in Italia per contrastare la morte per arresto cardiaco attraverso l’installazione di oltre 1000 defibrillatori in scuole e centri sportivi intende, grazie alla collaborazione con EMD112, ritornare sull’argomento per far conoscere a tutti l’importanza della diffusione dei defibrillatori e per diffondere il più possibile nella popolazione la “cultura del primo soccorso in situazioni di emergenza”.

Arresto Cardiaco: cos’è e come si interviene

L’Arresto Cardiaco (AC) o Arresto Cardiaco Improvviso (ACI), è la cessazione del battito cardiaco.
Quando si verifica un AC il cuore non svolge più la sua normale funzione di pompaggio del sangue, interrompendo così l’apporto al cervello e ad altri organi vitali.
L’arresto cardiaco viene associato alla parola “improvviso” perché non si ha nessun segnale che lo precede: improvvisamente il cuore smette di battere e nel giro di pochi secondi il soggetto colpito perde i sensi.
In genere, l’arresto cardiaco causa la morte se non viene trattato entro 10 minuti, prolungabili solo con efficaci manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP), ovvero manovre in grado di pompare meccanicamente il sangue nel corpo, proseguendo, seppur in modo ridotto, l’ossigenazione di organi e tessuti.
L’Italian Resuscitation Council (IRC), associazione di riferimento che persegue la diffusione della cultura e l’organizzazione della rianimazione cardiopolmonare in Italia, indica che l’efficacia delle manovre di rianimazione cardio-polmonare mutano sensibilmente in funzione delle modalità di intervento:
• Solo bocca-bocca o bocca-maschera: 16%
• AMBU + Ossigeno: 50%
• AMBU con reservoir + ossigeno: 80-90%
Si capisce chiaramente quanto un soccorritore senza mezzi, con la sola possibilità di intervenire mediante la respirazione artificiale e massaggio cardiaco, abbiamo scarse chance di ossigenare in modo ottimale organi e tessuti, quindi si rende necessario il pronto impiego del defibrillatore.
Anche il massaggio cardiaco, per essere efficacie deve essere effettuato con il giusto ritmo e profondità delle compressioni (in funzione di paziente adulto, pediatrico, lattante) e con costanza.
Differenza tra arresto cardiaco e infarto
L’arresto cardiaco e l’infarto sono due eventi cardiovascolari seri, per il quali si hanno manifestazioni e sintomatologie differenti, accomunate entrambe dalla necessità di intervento tempestivo da parte del personale sanitario del 112.
Molto spesso questi 2 eventi vengono confusi o accumunati.

Infarto

L’Infarto si verifica quando sia ha la chiusura di una coronaria (ciascuna delle arterie che circonda il cuore dipartendosi dall’aorta) che provoca un insufficiente apporto di sangue al cuore, causando la morte di numerose cellule cardiache.
La chiusura della coronaria è dovuta allo sviluppo di un trombo (massa solida che deriva dal sangue) nell’arteria coronaria malata.
I sintomi che anticipano il sopraggiungere dell’infarto sono dolori toracici e una sensazione generale di malessere, è bene però tenere presente che il soggetto colpito da infarto è cosciente
Nel caso di infarto occorrerà aprire la coronaria ostruita, attraverso terapia farmacologica o intervento di angioplastica; intervenendo per tempo è possibile limitare i danni dell’infarto, evitare che la situazione si complichi o che si verifichi un arresto cardiaco.

Impiego del defibrillatore in caso di infarto e arresto cardiaco

Arresto Cardiaco: l’impiego precoce del defibrillatore è l’unico intervento con elevate chance di salvataggio
Infarto: non si interviene con il defibrillatore fino a quando, a causa dell’ostruzione delle coronarie e dell’affaticamento del cuore, questo va in arresto. A questo punto si interviene, tuttavia anche con ricomparsa del battito, la situazione resta estremamente compromessa ed instabile, poiché l’ostruzione coronarica è ancora in corso e necessità di un intervento specialistico.

FONTI:

http://www.salute.gov.it/resources/static/ministero/usmaf/ACLS_giugno_2010/arrestoCC.pdf

https://it.wikipedia.org/wiki/Infarto

https://www.ircouncil.it

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