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Una serie di brutte sorprese

Scritto da Progetto Home il 08/04/2016

A raccontarci la sua storia è Andrea, un adolescente affetto da leucemia linfoblastica acuta. Andrea è in cura presso il Policlinico San Matteo di Pavia dove con il progetto di ristrutturazione del Day Hospital Oncoematologico Pediatrico del Policlinico San Matteo di Pavia, una delle iniziative del Progetto Home, i ragazzi come lui potranno giovare di spazi a loro misura. Ecco la sua storia.

brutte sorprese

Andrea

BRUTTA SORPRESA NUMERO 1
Dopo 2 mesi passati a fare festa, non dormire e non mangiare in Croazia da mio zio, non potevo aspettarmi che i miei genitori mi credessero quando gli dicevo che stavo male. Cioè, non che non ci credessero, ma erano convinti che fosse colpa mia, della mia estate con tutti gli orari e i pasti sballati (e credevano the fingessi anche un po’). Dovetti svenire per convincere mia madre che non fingevo, che era da un mese che soffrivo e così mi portarono dal nostro medico privato. Il dottore pensava fossi anemico, così mi mandò al pronto soccorso di Piacenza per i controlli.

BRUTTA SORPRESA NUMERO 2
Dopo i prelievi ho aspettato per 5 ore i risultati e sembrava tutto a posto, stavamo per andarcene quando il dottore decise di fare un ultimo esame. E i valori erano tutti alterati, così mi mandò dal primario di pediatria che dopo qualche altro esame decise di ricoverarmi per la notte.

BRUTTA SORPRESA NUMERO 3
La mattina seguente mi mandarono a Pavia al San Matteo per fare l’esame del midollo… e risultai positivo alla LLA (leucemia linfoblastica acuta). Non avevo paura della malattia, quanto odiavo il fatto di essere ricoverato, di non avere più la mia libertà. Per di più il cortisone mi alzò i valori glicemici, così la malattia mi levò un’altra delle mie ragioni di vita: il buon cibo.

Ora immaginatevi di andare al pronto soccorso pensando di prendere una tachipirina e di andare a casa con qualche pacca sulla spalla e invece di rimanere ricoverato per 3 settimane. Ma passarono anche quelle e riuscii a mettermi nelle condizioni per tornare a casa. Era il paradiso dopo il periodo in ospedale, è straordinario come il tuo divano sembri magicamente più comodo, la tua tv più grande, la roba dal tuo frigo più fresca. Ma come tutte le cose belle non durò molto.

Alla prima visita in day-hospital caddi nel parcheggio e mi presi uno strappo alla schiena che nel corso della settimana si allargò. La mattina del terzo giorno in day-hospital non riuscii ad alzarmi dal letto senza avere una fitta allucinante alla schiena. Dovettero far venire un’ambulanza da Pavia per portarmi qui. Il dottore decise di ricoverarmi di nuovo per una settimana. Alla fine furono sei e mezzo (brutta sorpresa n. 4). In quelle sei settimane purtroppo non riuscivo a muovermi senza avere fitte di dolore, così rimasi fermo e tutti i miei muscoli si afflosciarono. La parte peggiore era che non potevo andare in bagno e così dovevo usare la padella e farmi aiutare dalle infermiere. L’imbarazzo e il disagio erano alle stelle. Alla quinta settimana, passato il dolore alla schiena dovetti riabilitare i muscoli, è stata durissima. Solo mettermi seduto con l’aiuto di 2 persone era un’impresa ma mi allenavo molto e con impegno e così in poco tempo mi misi in piedi e camminai. E così tornai a casa per la seconda volta e per la seconda volta mi fermarono in day-hospital… infezione al catetere. Ho appena passato una settimana con la febbre a 40 e vomito e vi giuro che non è piacevole.

Ogni giorno mi chiedevo e mi chiedo perché succedono cose del genere, ma soprattutto perché a me? Ma poi mi rendo conto che non c’è una spiegazione e che bisogna semplicemente lottare, per uscirne più forti di prima. Tutti i miei amici mi fanno i complimenti, mi dicono the sono un guerriero, che sono speciale perché resisto a tutto questo. Io li ringrazio sempre ma fra me e me penso: ho forse scelta?

Basta poco per aiutare i giovani come Andrea a lottare contro la malattia.
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Dal 4 al 20 aprile chiama da rete fissa o invia un SMS al numero 45594. Per donare con carta di credito chiama il numero verde 800.33.22.11 oppure online sul nostro sito.

 
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