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Manovre salvavita e defibrillatori pediatrici: 6 consigli per proteggere al meglio un bambino in caso di bisogno.

Scritto da Marco Squicciarini il 08/01/2020

Nei prossimi anni in molte regioni italiane diventerà obbligatorio – come in molti paesi europei- avere il defibrillatore in ogni scuola, e questo sarà un passaggio cruciale per cambiare radicalmente l’approccio al “Primo Soccorso” nelle Scuole pubbliche e private del nostro paese, proteggendo al meglio i nostri bambini.

Attualmente la legislazione non prevede obbligo di detenere un defibrillatore pediatrico – adulto e formare al BLSD tutto il personale scolastico, ma a breve molto cambierà, anche se ci sono diverse strutture che autonomamente si sono dotate del DAE e della formazione.
In questo senso “Trentaore per la Vita” già dal 2012 ha iniziato diverse campagne di supporto in questo campo, con grandi risultati positivi sul territorio nazionale.
Le manovre di disostruzione e rianimazione cardiopolmonare pediatriche, sono diverse da quelle dell’adulto, perché la fisiologia, l’anatomia del bambino è ovviamente diversa da quella dell’adulto, e quindi di conseguenza le tecniche da utilizzare per il Primo Soccorso.
Il “ bambino non è un piccolo adulto “ è la frase che si trova scritta nei trattati di Primo Soccorso Pediatrico ed è emblematico di quanto stiamo per dirvi.
Il corso di “Basic Life Support and defibrillation”, meglio conosciuto come “BLSD” ( o PBLSD nel caso pediatrico ), nasce nei paesi anglosassoni per permettere al cittadino “qualunque” di poter “ fermare il tempo” in caso di bisogno, e dare il giusto supporto all’infortunato.

Le manovre di disostruzione/rianimazione pediatriche-adulto servono di certo ad intervenire immediatamente con tecniche semplici e dedicate (ma diverse) a seconda che ci si trovi di fronte.
per quello invece che riguarda le manovre di rianimazione con l’utilizzo del defibrillatore in pediatria, occorre avere ben chiare le 6 regole, che derivano dalle linee guida internazionali:
Il bambino ed il lattante hanno bisogno di manovre differenti dall’adulto, ed è importante frequentare un corso che faccia appendere le importanti differenze e che faccia fare un training dedicato, con manichini appropriati e tecnologicamente all’avanguardia.
Anche nello schema comportamentale di ALLARME, nel caso di un lattante o un bambino che necessitano di aiuto, ci sono importanti differenze con l’adulto: mentre nell’adulto ( essendo soli ) si può chiamare subito il soccorso, nel pediatrico (sempre nel caso in cui siamo da soli) è prioritario prestare soccorso ed iniziare le manovre salvavita, solo dopo i primi due minuti di manovre salvavita ( secondo le nuove linee guida internazionali), potremo effettuare noi stessi una chiamata al 112. Nel caso invece fossimo in compagnia di qualcuno, chiederemo di allertare i soccorsi, darci un ritorno, cercare e portarci un defibrillatore pediatrico.
Il defibrillatore nel caso necessiti il suo utilizzo con un bambino (da 1 a 8 anni di età), ha bisogno di una “scarica” adeguata al peso ed al corpo del piccolo per poterlo aiutare.Esistono quindi defibrillatori di nuova generazione con piastre pediatriche, con selettore pediatrico, o con attenuatore rimovibile pediatrico. Sarà cura di chi interviene nel soccorso verificare la presenza di questi indispensabili presidi per la migliore salvaguardia. Oltre a questo nei corsi, si imparerà che nel bambino più piccolo fisicamente, le piastre andranno posizionate diversamente, una davanti sul torace, ed una dietro sulla schiena, invece che tutte e due anteriormente come si fa per l’adulto (sotto la clavicola destra e sotto l’ascella sinistra). Una differenza non banale se si pensi al fatto che le piastre non possono essere più vicine di 3 cm per poter funzionare in maniera adeguata. Ovviamente nei corsi PBLSD gli istruttori vi faranno esercitare per molto tempo per poter acquisire le maggiori competenze, e riuscire così in caso di bisogno a fare la differenza. Sono molte le vite salvate con queste tecniche nel mondo.
Nel caso in cui purtroppo il defibrillatore non avesse i supporti pediatrici e dovesse essere usato, il legislatore prevede la possibilità di utilizzare quelli per adulto, per fronteggiare questa emergenza; ma si dovrà fare molta attenzione a verificare che davvero non esiste l’attenuatore, le piastre o il selettore pediatrico a nostra disposizione.
Le attuali Linee Guida Internazionali prevedono che nel caso del soccorso al bambino, venga data una grande importanza alle ventilazioni di soccorso durante la rianimazione, perché casi clinici internazionali, hanno dimostrato che nelle situazioni in cui è stata fatta una buona rianimazione con ventilazioni efficaci, il risultato finale è stato davvero positivo nel maggior numero dei casi.
I defibrillatori di nuova generazione possiedono una tecnologia tale da fornire supporto al soccorritore, anche indicando la forza delle compressione ed il ritmo da mantenere nel bambino in caso di bisogno. E’ quindi consigliabile sostituire il defibrillatore ogni 4 anni per essere al passo con la tecnologia per poter davvero aiutare chiunque ne avesse bisogno, nel migliore dei modi.
La vita è un bene prezioso, quella di un bambino lo è ancora di più; dedicare 5 ore per imparare le semplici manovre che possono fare la differenza, ed acquistare con il proprio condominio un defibrillatore anche pediatrico, non solo serve a supportare il progetto HOME , che aiuta le famiglie dei bambini malati in Ospedale, ma fornisce alla comunità, uno strumento come il defibrillatore che in caso di un corretto utilizzo, può in molti casi donare di nuovo la vita a l’aveva “persa”.
Chi salva un Bambino. Salva il mondo intero.

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