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Sport sicuro per i bambini. I consigli del pediatra

Scritto da Francesco Pastore il 23/09/2015

Lasciamo stare per ora “la casa sicura” per dedicarci ad un argomento altrettanto importante e forse poco conosciuto: lo “sport sicuro”.

Dopo l’estate, si ritorna alle attività di tutti i giorni. I nostri bambini tornano a scuola e molti di essi praticano attività sportiva al di fuori delle ore scolastiche. Ma ci siamo mai chiesti se gli ambienti e le situazioni in cui vengono a trovarsi sono “sicure” e “a misura di bambino”?

Sport sicuro

Gli incidenti sportivi sono la prima causa di infortunio nei bambini dopo gli 8 anni, ancora più frequenti di quelli stradali, ciò anche per la scarsa conoscenza del problema e per la superficialità con cui tuttora vengono affrontati i temi riguardanti l’attività sportiva in generale.

Iniziamo dicendo che nell’età evolutiva, almeno fino ai 10 anni, l’attività sportiva deve essere considerata come un “gioco” e non deve per nessun motivo alterare il normale sviluppo fisico e psichico del bambino, con un aumentato ritmo di allenamenti e di gare o con lo svolgimento di attività sportive di tipo specialistico non compatibili con l’età stessa del bambino. Non sempre tali principi vengono rispettati, e quindi le situazioni di rischio possono aumentare.

I bambini infatti sono più esposti agli incidenti e, in particolare, ai traumi da sport per una serie di motivi:

riflessi immaturi
incapacità a riconoscere e valutare i rischi
coordinazione motoria non ben sviluppata

Gli incidenti sportivi hanno peraltro un alto costo sanitario in quanto la scarsa conoscenza del problema non fa che aumentare le sequele e gli esiti: ecco perché è necessario impostare una campagna di prevenzione.

L’evento traumatico per fortuna non sempre è così grave da provocare vere e proprie emergenze: in genere sono traumi agli arti inferiori e superiori mentre di altra gravità è il trauma cranico che occorre comunque in una buona parte degli eventi traumatici e può interessare diverse discipline sportive, alcune perché il rischio è insito nelle caratteristiche dello sport (rugby, football, hockey), altre perché il trauma cranico è provocato da incidenti di gioco fortuiti ma possibili.

Nel prossimo appuntamento parleremo di come possiamo prevenire gli infortuni sportivi.

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