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Sweetie, una bimba virtuale contro la pedofilia in rete

Scritto da Lorella Cuccarini il 16/01/2015

L’ho letto una volta, una seconda e una terza. Poi ho chiuso gli occhi per qualche secondo, li ho riaperti e ho ripetuto ad alta voce quanto stavo leggendo. Non ci volevo credere. Ad ogni ora del giorno settecentocinquantamila pedofili sono connessi online in ricerca di un bambino o una bambina con cui fare sesso via web. Sono le ultime rivelazioni diffuse dall’FBI e dalle Nazioni Unite riguardo la pedofilia in rete. Sono numeri che fanno gelare il sangue.

La buona notizia è che Scott Robert Hansen, uno di questi 750mila pedofili che vive in Australia, è finito dietro le sbarre. È stato condannato a due anni di prigione per aver indotto una minore a compiere atti sessuali online. La novità è che Sweetie, la bambina filippina di 10 anni vittima del suo abuso, non esiste nella vita reale. È una creatura virtuale generata da un programma per il computer. È stata messa in rete come esca per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai minori via web. Per il giudice australiano è stato sufficiente per emettere una sentenza di condanna. «È irrilevante che la bambina non sia reale perché se credi che lo sia è abbastanza».

pedofilia in rete

Sweetie, la bambina filippina virtuale che Terre des Hommes ha progettato per incastrare i pedofili.

Per l’organizzazione internazionale Terre des Hommes – ideatrice di Sweetie – è una vittoria importante. Da preda, Sweetie si trasforma in cacciatrice, assecondando le perverse richieste dei pedofili con cui entra in contatto in chat. Accetta di spogliarsi. A quel punto i pedofili le inviano foto pornografiche e i loro contatti telefonici. Da lì scattano le denunce. E ora anche la prima condanna.
«Siamo lieti di questo grande risultato, anche perché il giudice ha ritenuto che il reato commesso fosse assimilabile a quello compiuto nei confronti di una bambina vera», racconta Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes. «Ciò dimostra la validità del nostro metodo, che stiamo presentando alle Forze dell’Ordine di varie nazioni. Agire proattivamente utilizzando tecnologie come quella usata con Sweetie può dare il colpo di grazia a un fenomeno che ci preoccupa particolarmente, come quello dello sfruttamento sessuale via webcam».

Fino ad oggi Sweetie è stata abbordata da oltre 20mila utenti da tutto il mondo che le chiedevano prestazioni sessuali online. «È la dimostrazione di come pedofili e sfruttatori di bambini possano agire indisturbati nella rete, ma anche di come sia possibile rintracciarli», insiste Raffaele Salinari.

Numerose organizzazioni internazionali che difendono il mondo dell’infanzia ci dicono che il numero di bambini sfruttati attraverso le webcam è in continua ascesa anche perché l’accesso a internet si sta pian piano diffondendo anche nei paesi in via di sviluppo. Attenzione a considerare questo fenomeno lontano dall’Europa. Data la semplicità delle attrezzature necessarie, potrebbe coinvolgere anche i minori dei paesi più industrializzati come l’Italia, che – con motivazioni diverse – si potrebbero prestare ad atti sessuali online.

I figli vanno sempre sorvegliati. Davanti al computer il doppio. Questo per me è alla base di un genitore 2.0

 
2 commenti
  1. Marina scrive:

    Bambini e ragazzi state attentiiii a tutte le persone che non conoscete veramente di persona!e non fidatevi di quelle persone che vi promettono regali!in cambio vogliono sempre qualcosa!!

  2. Esiste un bellissimo libro che si chiama NON VOGLIO LE TUE CARAMELLE scritto da Antonella Veo e illustrato da Luigi Ricca. Racconta 6 semplici storie di 6 bambini che in diverse situazioni ( col vicino di casa, al parco giochi, per la strada, al supermercato, alla sala giochi, )si trovano in difficoltà e consiglia loro come essere prudenti e come comportarsi per prevenire l’abuso sessuale. E’ un modo semplice di parlare ai bambini di un tena difficile ed educarli a questa triste problematica.
    Per genitori ed educatori invece molto bello è il libro del collega Prof. Alberto Pellai UN BAMBINO E’ COME UN RE che spiega in modo competente e approfondito tale fenomeno.

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