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Andare “oltre la cura” per combattere il tumore infantile

Scritto da Oltre la cura il 30/11/2016

«La gioia di vivere di un bambino non viene mai meno, neanche quando è ammalato di cancro, e questo ci insegna molto tutti i giorni, ci insegna a capire, ci insegna a lavorare, ci aiuta ad accogliere, e….. anche a crescere non solo come professionisti, ma forse di più come persone»

LavoIMG_2748ra in questo settore da 20 anni, la dottoressa Sabina D’Amato, psicologa dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno dove, grazie al sostegno di Trenta Ore per la Vita onlus e dell’Associazione OPEN onlus, è stato possibile realizzare un’ospedalizzazione pediatrica a misura di bambino, rispondente quindi ai suoi specifici bisogni. Questo approccio dinamico ha consentito di creare un percorso di gestione della malattia attraverso le nuove modalità del “prendersi cura” del bambino malato che considerano la sua complessità evolutiva, inglobando anche la sua rete di relazioni, per non interrompere il suo percorso di sviluppo.

Alessandro, Francesca, Lorenzo, Francesco, Oreste, Assunta e tanti altri… un universo di sofferenze ma, al contempo, di grandi speranze e gioie di vivere. Lezioni di vita indimenticabili.

La grande soddisfazione di tutti coloro che lavorano a contatto con questi bambini sta nel leggere sulle loro facce spaventate una sensazione di sollievo data da un ambiente ospedaliero realizzato a loro misura. Approdati in ospedale, i piccoli malati vengono catapultati sull’ Isola dei Tesori, popolata da personaggi fantastici, accoglienti, ognuno con una storia da raccontare. L’ambiente magicamente colorato dal Maestro Irilli , in cui è possibile divertirsi, confrontarsi con altri bambini, giocare con loro, incontrare nuovi mondi, vivere nuove emozioni.

Così come per i genitori, la possibilità di stare insieme e di utilizzare il tempo in un ambiente sereno, secondo la logica del mutuo supporto, il tutto facilitato dai Volontari esperti dell’Associazione OPEN, dalla presenza di infermieri, tecnici, medici, psicologo e di tutti gli operatori sensibili e attenti a queste esigenze.

Questo significa valorizzare le esperienze di vita e non solo di malattia di ciascun bambino, significa ascoltare i loro progetti futuri, sognare insieme a loro, condividere i loro sogni: come il desiderio di diventare cuoco di Lorenzo, la voglia di tornare a ballare di Marcello o di giocare a pallone di Oreste. Perché no? Il corridoio è diventato anche un luogo dove bambino e medico hanno potuto tirare quattro calci ad un pallone, ed a volte fratellini e sorelline, come accompagnatori, hanno felicemente condiviso il “momento della radioterapia”.

Tutto questo è stato possibile grazie al contributo di “Trenta Ore per la Vita 2016″, al lavoro della OPEN ed alla Direzione Aziendale sempre attenta e sensibile, e molto altro ancora verrà realizzato, perché di fronte ad un bambino ammalato di cancro non si può far altro che combattere ed utilizzare tutte le strategie possibili……… prima tra tutte quella del sorriso!

Tutto questo è stato possibile anche grazie al tuo contributo che puoi rinnovare in occasione del Natale. Visita lo shop Momenti Felici e  scegli i biglietti di auguri dell’Associazione Trenta Ore per la Vita.

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